Cosmati

         magistri doctissimi romani

             il primo sito al mondo sull'arte cosmatesca

                      nicola severino    hoc opus fecit

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Il Pavimento Cosmatesco della Cattedrale di Anagni

La storia, l'analisi, le nuove ipotesi

2° Edizione, Roccasecca 2012

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Il pavimento musivo, in opus tessellatum della cattedrale di Santa Maria in Anagni è un monumento tra i più importanti al mondo nel suo genere. Esso è forse uno dei pochi, se non l'unico ad essere stato "firmato" dal maestro, Cosma, che lo fece circa l'anno 1227. Ma nella cattedrale, esiste un secondo pavimento che per certi aspetti è anche più importante del primo perchè considerato dagli esperti "largamente originale": quello della cripta di San Magno nella stessa cattedrale. Il libro si propone di dare una visione diversa rispetto alle opinioni attuali circa questo monumento che per la sfrontatezza delle ipotesi, costruite sulla base di solide osservazioni dei caratteri stilistici e di altri importanti dettagli osservati di recente dall'autore, non mancherà di sorpredere il lettore, conducendolo lontano dai luoghi comuni che da sempre sono stati come un "passaparola" tra chi si è occupato dell'argomento, senza mai indagare veramente a fondo nella ricerca di dettagli che ne sconvolgessero la storia e la stessa identità. L'autore così si esprime: "Io stesso ho avuto difficoltà nel credere alle incredibili soluzioni che si presentavano di volta in volta che mettevo insieme i dettagli osservati per ricostruire una visione complessiva, come in un puzzle scomposto. Quando non ho potuto fare a meno di dichiarare "plausibile", fino a prova contraria, la mia ipotesi principale sul pavimento della cripta di San Magno, ho dovuto chiedere un colloquio con l'attuale responsabile ai Beni Culturali del Capitolo della Cattedrale per avere un suo parere; ed egli mi ha risposto che al di là di come stanno le cose, se le ipotesi formulate sono basate su osservazioni contestualizzabili e verificabili, si deve avere la forza ed il coraggio di farle conoscere al grande pubblico. E così ho fatto, ed ora la storia del pavimento cosmatesco di Anagni, potrebbe essere definitivamente cambiata".

 

 

 

 

COLLANA ARTE COSMATESCA

LE LUMINARIE DELLA FEDE VOL. 5

ITINERARI D'ARTE COSMATESCA NEL BASSO LAZIO

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Vedi la presentazione video:

http://www.youtube.com/watch?v=x1bnlC44YEU

 Un itinerario d'arte cosmatesca nel Basso Lazio. L'autore esamina nei dettagli tutte le opere cosmatesche presenti sul territorio del basso Lazio seguendo due itinerari, uno marittimo, lungo il litorale pontino fino a Gaeta e Minturno, l'altro montano, passando per i monti Lepini, Sermoneta, Fossanova, Amaseno, fino all'estremo sud del Lazio a San Vittore e risalendo per Sora, Alatri, Segni Gavignano, Vico nel Lazio per attraversare gli altipiani di Arcinazzo fino al territorio sublacense: il Sacro Speco, il monastero benedettino di S. Scolastica, Anticoli Corrado...Infine Tivoli ed altri itinerari. Le scoperte si susseguono a ritmo incessante e la storia dei Cosmati e dei marmorari laziali trova una nuova dimensione. La passione dell'autore per questa materia non mancherà di contagiare il lettore, anche grazie alle splendide immagini che mostrano l'arte cosmatesca "dal vero".  La passione dell’autore si sente "a pelle" nelle descrizioni cariche di enfasi e dettagli, e nell’intuito di un modus operandi che getta nuova luce sulla storia dei Cosmati e i loro rapporti con i marmorari laziali e campani. Un libro che saprà sorprendere ed entusiasmare, per le novità, le scoperte, le nuove attribuzioni, l'arricchimento della cronologia storica e, non ultimo, le ipotesi che permettono di riconsiderare alcune questioni, divenute col tempo importanti luoghi comuni.

 


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Alla luce di nuove ipotesi storiche ed analisi stilistiche.


Il pavimento cosmatesco del Duomo di Salerno è un monumento complesso, integrato nello spettacolare arredo liturgico musivo dei pulpiti e delle tribune. Esso però ha destato l'attenzione di pochi studiosi fino ad oggi, tra cui si evidenziano i nomi di Arturo Carucci per gli arredi e Antonio Braca per il pavimento. Mancava ancora una analisi approfondita del pavimento dal punto di vista "cosmatesco" che, integrata alle fondamentali notizie storiche prodotte dagli autori precedenti, è quanto viene illustrato in questo volume dall'autore, alla luce di nuove interessanti ipotesi sulla cronologia, l'assetto, la tipologia, lo stato conservativo e le caratteristiche di "pavimento cosmatesco". Le sorprese non mancano e lo studio correrà il rischio di sorprendere anche gli studiosi, oltre che i lettori curiosi.

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PISA COSMATESCA, è forse il primo libro specifico dedicato ad una analisi delle opere cosmatesche dislocate principalmente nel Duomo, nel Battistero e nella chiesa di San Pietro in Vinculis.

Generalmente definiti come rari esempi di pavimenti cosmateschi romani, quelli del Duomo e di S. Pietro in Vinculis a Pisa, sono fedeli testimoni di un'arte che ebbe i suoi maggiori splendori nella Roma del XII e XIII secolo. Una analisi storica di tali monumenti produce ben poche notizie in quanto sono pochissime le testimonianze che ne parlano. In molti libri del passato essi vengono a malapena citati, così che un tentativo di capire meglio la storia e la tipologia di questi pavimenti sopravvissuti, più che da fonti storiche inesistenti può venire dall'esperienza di analisi dei reperti, dai confronti e dall'esame stilisitco.

Forte dell'esperienza di analisi dei maggiori monumenti cosmateschi dell'alta Campania, di Roma e del basso Lazio, l'autore prova a ricostruire la storia della Pisa Cosmatesca e dei possibili rapporti che la città ebbe con i marmorari magistri romani.

Pisa Cosmatesca può essere acquistato su

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L'autore, Nicola Severino, durante alcune ricerche nell'Abbazia di Montecassino, agosto 2011. Il libro aperto è una copia originale del famoso "The Cosmati" di Edward Hutton del 1950.

 

Arte Cosmatesca Vol 3

Il pavimento cosmatesco della chiesa di San Pietro in Vineis ad Anagni

 

Arte Cosmatesca Vol. 1

La Cattedrale di Ferentino

Arte Cosmatesca Vol. 4

Le Luminarie della Fede: itinerari precosmateschi nell'Alta Campania

 

Arte Cosmatesca Vol. 2

La Cattedrale di Anagni

        

 

 


 

Presentazione

 

Questo sito, il primo al  mondo su questo argomento, è specificamente dedicato all'arte cosiddetta "cosmatesca". Una particolare forma artistica che si sviluppò in alcune botteghe di artisti marmorari romani ad iniziare dai primi decenni del XIII secolo. Cosma si chiamavano alcuni di questi maestri. Lo sappiamo grazie alle firme che hanno inciso sulle loro opere e che oggi possiamo leggere in vari luoghi. Dal nome di Cosma, ad iniziare dalla fine del diciottesimo secolo, iniziò la felice consuetudine di denominare tale arte "cosmatesca". Forse non è un caso che proprio quest'anno, il 2010, è particolarmente significativo in quanto è stato per la prima volta celebrato l'ottavo centenario dei Cosmati che lavorarono alla cattedrale di Civita Castellana. Ci troviamo, quindi, in piena "rinascita" della riscoperta ed approfondimento di questa antica cultura. Ma noi risaliamo ancora più indietro nel tempo, fino a quando l'abate Desiderio decise di rinnovare a nuovo splendore l'abbazia di Montecassino. Per questo egli, non trovando in Roma scuole di artigiani che soddisfacessero ai suoi desideri, volle radunare al suo cospetto schiere di maestranze da Costantinopoli specializzate nell'arte del mosaico pavimentale e da intarsio per gli arredi liturgici. Tali maestranze furono, inoltre, incaricate di aprire scuole, di insegnare e divulgare la loro arte in Roma e nel Lazio. Fu proprio da questa scuola che, probabilmente, venne fuori il primo marmoraro romano famoso, Magister Paulus, il quale lavorò oltre che a Roma, anche nel Patrimonium Sancti Petri. Siamo nel 1100 ed egli fu precursore e capostipite dei Cosmati e i lavori che i decoratori e mosaicisti di Costantinopoli realizzarono nell'abbazia di Montecassino, rappresentano il primo esempio di arte che chiameremo precosmatesca, così come i pavimenti che furono realizzati in epoca anteriore alla comparsa dei primi veri Cosmati.

Montecassino, dunque, è ancora una volta il Sole che riscalda, il faro che illumina le notti della civiltà medievale a sud di Roma. Dal lavoro dei maestri di Costantinopoli si ebbe poi un irradiamento nel territorio circostante dell'arte del mosaio pavimentale precosmatesco che ritroveremo in molte delle abbazie realizzate dall'Abate  Desiderio, soprattutto nel territorio di Capua dove lavorarono soprattutto magistri locali, a volte forse affiancati da alcuni dei maestri romani che si spostarono a sud di Roma per collaborare alla realizzazione delle opere.

 

Questo studio  è il risultato di una ricerca non ancora terminata e durata molti mesi in cui l'autore ha analizzato personalmente tutti i pavimenti precosmateschi e cosmateschi e le opere d'arte degli arredi liturgici dei luoghi di culto del Basso Lazio ed Alta Campania. L'intento è quello di offrire al lettore una  panoramica di questi tesori d'arte, spesso un pò dimenticati. Soprattutto per il territorio predetto a cui è particolarmente rivolta la nostra attenzione.  Una appassionante ricerca realizzata per la prima volta in tempo moderni (tutti gli studi principali sull'argomento, infatti, si riconducono essenzialmente alle botteghe romane e dell'Alto Lazio) e arricchita da innumerevoli e meravigliose immagini che più di ogni altra parola sapranno meravigliare il lettore.

 

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Omaggio a Montecassino

 

 

"I pavimenti simili a quello di S. Maria in Castello appartengono all'arte ed alla scuola dei maestri  architetti marmorari-musaicisti romani del secolo XII e seguenti; il cui principale fiorire è attribuito a merito della famiglia, che oggi chiamiamo dei Cosmati; e perciò, il ch. prof. Camillo Boito ha proposto di appellare quella scuola l'architettura Cosmatesca. Evidente è l'unità dell'arte e dello stile di siffatta opera tessellata di musaico in porfidi e serpentini con luci d'oro e di smalti..."

 

Giovanni Battista de Rossi (1822-1894)

 

 

 

Gli affreschi medievali del Basso Lazio: passeggiate d'arte per una ricognizione generale.

(in fase di realizzazione)

 Gli affreschi medievali della Ciociaria. Itinerari, scoperte e stato di conservazione al 2010-2011

 

 

 

 

 

 

Questo sito è in costruzione e verrà aggiornato di volta in volta.

 

Nicola Severino

Roccasecca (FR), Novembre 2010

nicolaseverino@libero.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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