Cosmati

nicola severino hoc opus fecit

 

 

      BIBLIOGRAFIA                                                                  Home                                              Roccasecca (FR) 2010

 

   

 

Nicola Severino, Arte Cosmatesca Vol. 1, La Cattedrale di Ferentino

Edizioni ilmiolibro.it, per Gruppo Editoriale l'Espresso, 1° edizione, Roccasecca, marzo 2011.

Formato 15x23, copertina morbida, colore, 116 pagine, riccamente illustrato. Prezzo di copertina euro 25. Prezzo di offerta ilmiolibro.it euro 15.

 

L'autore ha ideato questa collana con la quale intende rappresentare e divulgare il patrimonio dell'arte cosmatesca presente soprattutto sul territorio del basso Lazio e alta Campania. In questo volume descrive, forse per la prima volta in modo dettagliato, il pavimento cosmatesco, gli arredi liturgici e i reperti conservati nella cattedrale di Ferentino. Il pavimento, di recente e certa attribuzione documentale al maestro Iacopo I, figlio di Lorenzo di Tebaldo marmorario romano,  insieme ai litostrati anagnini, sono tra i monumenti più importanti del genere proprio perchè sappiamo con precisione da chi furono realizzati. Le idee innovative sull'analisi visuale e fotografica dettagliata, consentono di vedere un pò più in là di quanto non sia stato fatto fino ad oggi sui pavimenti cosmateschi e i volumi di questa collana ne sono una ben evidente prova.

 

 

Nicola Severino, Arte Cosmatesca, Vol. 2, La Cattedrale di Anagni

Edizioni ilmiolibro.it, per Gruppo Editoriale l'Espresso, 1° edizione, Roccasecca, marzo 2011.

Formato 15x23, copertina morbida, colore, 172 pagine, riccamente illustrato. Prezzo di copertina euro 29. Prezzo di offerta ilmiolibro.it euro 16.

 

Il secondo volume di questa collana cosmatesca, descrive nei dettagli le opere conservate nella cattedrale di Santa Maria in Anagni dove si possono vedere nello stesso tempo due magnifici pavimenti, tra i più belli ed importanti, di cui quello della basilica inferiore, cioè della cripta di San magno, è l'unico che reca la firma degli artisti Cosma e i figli Luca e Iacopo II. Lo stesso metodo di analisi, ha permesso all'autore di formulare nuove ipotesi sulle vicende del pavimento della cripta, sul suo stato conservativo e dei reperti conservati nella basilica superiore e nel museo lapidario.

 

 

Nicola Severino, Arte Cosmatesca, Vol 3. Il pavimento cosmatesco della chiesa di San Pietro in Vineis, Edizioni ilmiolibro.it, per Gruppo Editoriale l'Espresso, 1° edizione, Roccasecca, marzo 2011.

Formato 15x23, copertina morbida, colore, 126 pagine, riccamente illustrato. Prezzo di copertina euro 25. Prezzo di offerta ilmiolibro.it euro 15.

 

Questo terzo volume della collana Arte Cosmatesca, scaturisce dalla piacevole sorpresa del ritrovamento di tre porzioni di litostrati in tre chiese differenti nella città di Anagni a cui va senz'altro conferito il primato di città cosmatesca della Ciociaria! L'autore, visitando ed analizzando tutti e tre i pavimenti, ha un felice colpo di genio grazie al quale riesce non solo a dare un significato preciso e dimostrato ai tre litostrati, ma ricompone un pezzo di storia dei Cosmati finora rimasto frammentario e oscuro. Le conclusioni che egli trae in queste ricerche sono tutte frutto dell'innovativo metodo di analisi e confronti che pazientemente riesce ad attuare in loco e grazie al significativo apparato fotografico realizzato che ha permesso di studiare i dettagli stando comodamente dietro la propria scrivania. Una collana, questa, che non mancherà di stupire anche gli studiosi dell'arte cosmatesca ed in particolare dei pavimenti.

 

 

Creti Luca, In marmoris arte periti. La bottega cosmatesca di Lorenzo tra il XII e il XIII secolo. Edizioni Quasar, Roma, 2010. Formato 17x24. Pagine 266. -  93 ill. in b/n; 8 tavv. a colori. Costo 13 euro.

 

Sommario: C. Bozzoni, I Cosmati, maestri romani di una dimensione europea. I marmorari romani: Roma e il Lazio nel XII e XIII secolo; Le botteghe marmorarie romane; La poetica cosmatesca. La bottega di Lorenzo. Le opere della bottega di Lorenzo: Il portale dell'abbazia di Santa Maria di Falleri; L'ambone della chiesa di Santa Maria in Aracoeli a Roma; Frammento di architrave nel Sacro Speco di Subiaco; Il portale maggiore del duomo di Civita Castellana; Il pavimento del duomo di Civita Castellana; Le colonnine dell'iconostasi di San Bartolomeo all'Isola Tiberina a Roma; Il portale della basilica di San Saba a Roma; La cattedra episcopale della basilica di San Saba a Roma; Il pavimento della cattedrale di Ferentino; Il lato meridionale del chiostro del monastero di Santa Scolastica a Subiaco; Il portale laterale destro del duomo di Civita Castellana; Il portico del duomo di Civita Castellana; Il portale del monastero di San Tommaso in formis a Roma; Il pavimento della cattedrale di Anagni; Il pavimento della cripta della cattedrale di Anagni; Il completamento del chiostro del monastero di Santa Scolastica a Subiaco; I plutei e gli altri arredi presbiteriali del duomo di Civita Castellana. Conclusioni. Tavole a colori. Bibliografia. Indice dei nomi. Indice dei luoghi.

 

Recensione.

 

Questo libro di Luca Creti è senza dubbio la migliore pubblicazione che sia stata concepita sull'arte cosmatesca fino ad oggi. Sebbene pochi siano i libri dati alle stampe, di cui la maggior parte in tempi moderni, in lingua italiana e altrettanto pochi quelli in lingua straniera, non era ancora mai stata analizzata in modo così approfondita l'opera che può considerarsi il cuore dell'arte cosmatesca: la bottega romana della generazione dei marmorari discendenti da Lorenzo di Tebaldo. In due parole, i veri cosmati. Coloro che comprendono i nomi dei due maestri Cosma I e Cosma II, dalle cui opere firmate è derivata anche la tradizionale definizione, comunemente ed universalmente accettata più o meno a partire dagli inizi del XIX secolo, di arte cosmatesca. Un'analisi estremamente esaurienet che Creti racconta come in un romanzo, con una padronanza letteraria, scientifica e una ricchezza di ricerca documentale storica che lascia stupefatti. E' vero che il libro rappresenta anni di studio atti al conseguimento della laurea in architettura presso l'università La Sapienza di Roma, ma è anche vero che la passione che Creti mette nell'analizzare e raccontare l'arte cosmatesca della bottega di Lorenzo, va molto al di là della semplice preparazione di una tesi. C'è solo da dire che in questo libro prevale ovviamente l'analisi degli aspetti architettonici su quelli puramente pratici, quali potrebbero interessare coloro che vogliono studiare in modo più diretto e pratico i pavimenti cosmateschi. Qui, a differenza dell'opera di Dorothy Glass, un pò datata, non si trova uno studio completo e organico sull'analisi delle pavimentazioni, sui patterns, sui significati dei disegni geometrici e via dicendo, nonostante l'autore abbia comunque trattato l'argomento in modo generale relativamente ai pavimenti realizzati dalla bottega in esame. Tuttavia, lo studio di Creti è assolutamente unico e approfondito su ogni dettaglio dell'architettura cosmatesca, in particolar modo per quella realizzata nella cattedrale di Civita Castellana, che risulta essere uno dei monumenti più importanti in assoluto dei maestri Cosmati. Le opere della bottega di Lorenzo si snodano principalmente nel viterbese e in Roma e solo particolarmente in alcuni luoghi di particolare importanza, come Anagni e Subiaco, sono rappresentativi di lavori importanti al di fuori della città eterna, nel cosiddetto Patrimonium Sancti Petri. E anche questi luoghi sono mirabilmente descritti dall'autore, mentre ho cercato io stesso di supplire con alcune mie recenti ricerche alla descrizione e analisi dettagliata dei pavimenti e delle altre opere cosmatesche presenti nel Basso Lazio.

Un'opera quindi che va acquistata, dato anche il suo bassissimo costo rispetto alla qualità dell'informazione e della stampa curata dalle edizioni Quasar, senza ripensamenti. Da leggere come un romanzo che affascina e trasporta il lettore in un'epoca in cui la scienza dei simboli, delle proporzioni e della natura, insieme alla bellezza dei colori e della luce, si fondevano in un concetto universale di religiosità e spiritualità espressa attraverso la bellezza dell'arte cosmatesca. Un libro che non può mancare in nessuno scaffale di biblioteca degno di questo nome.

Nicola Severino

 

 

Bassan Enrico, Itinerari Cosmateschi, Lazio e dintorni. Libreria dello Stato. Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma, 2006. pp.94, 62 ill. colori; formato 14x21. Prezzo euro 10.

 

Indice:

Premessa, Il termine Cosmati, Le famiglie dei Cosmati; Arte cosmatesca: decorazione, architettura e scultura; L'architettura a Roma e nel Patrimonio di S. PIetro; Città del Lazio e antiche vie di comunicazione; Itinerari: La Tuscia meridionale tra Aurelia e Clodia; Tra Cassia e Flaminia; La Sabina tra Salaria, Nomentana e Tiburtina; La Via Tiberina, l'Amerina e la Flaminia fino all'Umbria; L'influenza dei Cosmati in Umbria; La Via Tiburtina e la Via Sublacense; La Tiburtina Valeria e l'Abruzzo; Tra Prenestina, Casilina, Latina e Appia; Bibliografia; Indice.

 

Luoghi descritti:

Chiesa dell'Immacolata Concezione o di S. Felice II Papa a Ceri

S. Maria di Castello a Tarquinia

S. Pietro a Tuscania

Chiesa abbaziale di S. Anastasio a Castel Sant'Elia presso Nepi

Chiesa abbaziale di S. Maria di Falleri

Cattedrale di Civita Castellana

Cattedrale di S. Maria Assunta a Sutri

S. Giovanni in Argentella a Palombara Sabina

Chiesa Abbaziale di Farfa

Badia di S. Antimo a Nazzano

L'Abbazia di S. Andrea in Flumine a Ponzano Romano

Collegiata di S. maria Assunta a Lugnano in Teverina

Il chioestro dell'abbazia di Sassovivo

Tivoli

Il chiostro dell'abbazia di S. Scolastica a Subiaco

Il Sacro Speco a Subiaco

S. Pietro ad Alba Fucens presso Massa d'Albe

Esempi isolati dell'area marsicana

Chiesa di S. Nicola a Genazzano

lanuvio

Duomo di Segni

IL portale cosmatesco della chiesa abbaziale di S. Maria di Rossilli

Cattedrale di Anagni

Cattedrale di Ferentino

Duomo di Terracina

 

Recensione di N. Severino

 

Questo piccolo e grazioso libretto di Bassan è la prima ed insostituibile guida per chi voglia mettersi in auto con l'ardente passione di "andar per arte cosmatesca". Un itinerario artistico e architettonico da seguire, passo passo, leggere ed imparare. Con sapiente arte di sintesi l'autore, tra i più importanti nel panorama italiano dell'arte cosmatesca, si propone come guida virtuale turistica, al modico prezzo di soli 10 euro, il costo del libro, per delle passeggiate culturali e paesaggistiche memorabili. Descrizioni dei monumenti artistici succinte, essenziali, ma  pur sempre dall'alto della grande autorevolezza e competenza dell'autore per cui diventano precise e sufficientemente complete da darne una prima ottima idea, anche grazie alle piccole ma vivide immagini a colori che illustrano il volume. Una così brillante iniziativa, merita non solo il plauso di tutti, ma anche l'auspicio che presto siano pubblicati altri volumi come questo per una guida completa tra gli altri numerosi itinerari cosmateschi, in Roma come nel resto del Lazio, della Campania e dell'Abruzzo.

 

 

Del Bufalo Dario, Marmorari Magistri Romani

Martedì 19 ottobre 2010 alle ore 18, presso la Sala del Consiglio Nazionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, S.E. Pietro Vittorelli, Folco Quilici, Mario Lolli Ghetti e Vittorio Sgarbi hanno presentato il volume edito da «L’Erma» di Bretschneider Marmorari Magistri Romani di Dario Del Bufalo.

Il volume, realizzato e promosso dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del VI Centenario dell’Vniversità dei Marmorari di Roma, vuole tracciare una visione vasta e approfondita di Roma e della sua arte principale - l’architettura e la decorazione marmorea - dall’Impero al Medioevo.
Prendendo spunto dalle scuole marmorarie della città, note con il nome di Cosmati, l’autore riesce ad offrirci un panorama inedito della storia di Roma attraverso la rilettura del legame tra le vicende storiche, sociali, religiose e le mutazioni stilistiche prodotte nell’architettura e nella decorazione. L’elemento di partenza è dunque l’arte del marmo, che ha attraversato i secoli rimanendo una costante nella storia di Roma, ed ha rappresentato per questa ragione un esempio di continuità spazio-temporale unico al mondo.
Il reimpiego dei materiali antichi, pratica assai diffusa nel Medioevo, ha permesso alla Roma Cristiana di creare un linguaggio formalmente nuovo e adeguato ai valori liturgici della religione, attraverso l’utilizzo di vecchi elementi appartenenti alla classicità. L’indagine di Dario Del Bufalo mostra come nel caso dei Marmorari Romani questo riuso abbia costituito un elemento fondamentale per preservare e rinnovare l’unicità della tradizione lapicida antica, della quale viene custodito il valore simbolico, politico e religioso.
Ogni nuovo linguaggio, infatti, si forma attraverso il riuso di vecchi elementi, esprimendo al contempo le trasformazioni della società in corso. Non bisogna guardare a tale riuso di materiali naturali o elementi architettonici come a un barbaro saccheggio dell’antichità: nel caso dei Marmorari Romani si tratta piuttosto della prosecuzione della tradizione classica, di un rapporto di continuità con la storia che ha permesso a Roma di rinascere per l’ennesima volta su se stessa e sulle proprie rovine.
Da questa nuova lettura della pratica del riuso scaturisce un’immagine nuova: piuttosto che mettere l’accento sui momenti di rottura, distinguendo metaforicamente e letteralmente gli strati archeologici, l’indagine dell’autore racconta la storia di un’eredità, quella classica, rinata nel tempo e nei luoghi attraverso le forme e i colori del marmo.
I Marmorari Romani hanno operato ben oltre i confini italiani, in Francia, Germania e Inghilterra; attraverso le pagine di Dario Del Bufalo riusciamo a ricostruire i percorsi che le belle pietre colorate dell’antica Roma hanno compiuto, continuando a sprigionare nei secoli il loro fascino indiscusso; una storia di Roma inedita e affascinante, scritta nella pietra e nei suoi colori.
Il volume è impreziosito inoltre da numerose fotografie di architetture e manufatti marmorei, molti dei quali inediti, per la maggior parte scattate dall’autore stesso.
Alla trattazione fanno seguito varie note sui singoli aspetti dell’arte del marmo, oltre a una sezione dedicata ad un campionario dei principali marmi colorati in uso nell’antica Roma e poi reimpiegati dai Cosmati.
Concludono il volume alcune scoperte per il mondo dell’arte, raccolte dall’autore sotto il nome di “Notulae Marmorarie”: saggi esplorativi nei quali lo studio del marmo porta a svelare notizie inedite riguardo al vaso ritrovato di Cassiano dal Pozzo, i Santi Quattro Coronati a Luxor, il dipinto di Hans Holbein il Giovane “Gli ambasciatori” e, infine, la “Flagellazione di Cristo” di Piero della Francesca.

Scheda Volume
Dario del Bufalo
MARMORARI MAGISTRI ROMANI
edito da «L’ERMA» DI BRETSCHNEIDER, 2010
272 pagine, 610 illustrazioni a colori
Prezzo di copertina € 150


Info:
www.lerma.it
www.dariodelbufalo.it
www.universitadeimarmorari.it

 

Creti Luca, I Cosmati a Roma e nel Lazio, Edilazio, Roma, 2002; 134 pagine, 29 ill. in b/n. Prezzo E. 7,75

formato 12x18

 

Sommario:

Premessa

L'Architettura a Roma e nel Lazio nel XII e XIII secolo;

I marmorari romani;

Appendice: Roma e il Lazio tra l'XI e il XIV secolo;

Note, illustrazioni, bibliografia, indice dei nomi, indice dei luoghi.

 

Recensione (della casa editrice)

Dominatori incontrastati della scena architettonica e decorativa dell'Urbe e del Patrimonium Sancti Petri, tra l'inizio del XII e i primi anni del XIV secolo i marmorari romani - termine corretto per definire i cosiddetti "Cosmati", nome generico di derivazione ottocentesca con il quale questi grandi artisti medievali sono noti al pubblico dei non addetti ai lavori - realizzano innumerevoli opere, esportando la propria peculiare "maniera", orgogliosamente definita opus romanorum, fino in Inghilterra. In questo breve saggio l'autore analizza la "poetica" delle diverse botteghe in rapporto all'architettura romana della tarda età di mezzo, definendone il ruolo e la capacità di innovazione costruttiva, compositiva e tipologica. Riassume inoltre la letteratura sull'argomento e propone le genealogie più attendibili delle varie famiglie, formulando infine ipotesi - scaturite dalla conoscenza "diretta" delle opere, frutto di lunghe campagne di rilievo eseguite in prima persona - sulle origini del fenomeno "cosmatesco" e sul modus operandi dei marmorari romani rispetto ai prototipi "antichi" e alle esigenze di rappresentatività e autocelebrazione della committenza.

 

Incipit prefazione dell'autore

 

Spesso erroneamente definiti con il termine generico di "Cosmati", e identificati dai non addetti ai lavori come un'unica famiglia, i marmorari romani sono noti soprattutto per l'aspetto decorativo della loro attività; l'approccio dei critici alla materia è stato inoltre quasi sempre descritto, o, come nel caso degli autori ottocenteschi, ha seguito criteri filologici, che se hanno avuto il merito di rendere note le documentazioni d'archivio o gli attestati epigrafici di paternità, nella maggior parte dei casi non hanno tuttavia approfondito a sufficienza il modus operandi dei singoli magistri. Per questo motivo - in attesa di pubblicare contributi più specifici sulla "famiglia di Lorenzo", la principale tra le botteghe di marmorari attive nella capitale tra il XII e il XIII secolo insieme alla "concorrente" dinastia dei "Vassalletto" - ritengo che questo mio breve saggio di ordine generale possa risultare utile al dibattito in corso sul ruolo svolto dai "Cosmati" nell'ambito dell'architettura tardomedievale di area romana.